Gorizia,
1° aprile 2012
Prot. Polterra-1/mobilità interna
Oggetto: gestione dei processi di mobilità interna.
- Rif. a Vs. nota prot. n.327/12 –
E1b/12/I°/AA.GG. datata 28 marzo 2012 -
Al signor dirigente il
settore polizia di frontiera
gorizia
@ Via
mail
Si fa riferimento all’ampio processo di mobilità
interna di cui all’informazione successiva indicata in oggetto.
Al riguardo la scrivente
O.S. non può esimersi dal rappresentarle talune perplessità in ordine al merito
ma, soprattutto, dall’esprimerle la propria netta contrarietà rispetto al
metodo adottato.
In quanto al “merito”, pur senza voler
interferire in ambiti di discrezionalità e responsabilità che l’ordinamento
attribuisce in via esclusiva all’Amministrazione, ci limitiamo a osservare con
preoccupazione lo stravolgimento degli assetti organizzativi preesistenti al
Suo arrivo che, vale ricordarlo, erano unanimemente indicati tra i più
efficienti ed efficaci a livello provinciale, com’è dimostrato anche dagli
indubitabili positivi risultati conseguiti dal Settore Polterra nell’ambito
della specifica attività di prevenzione e repressione dei reati.
Incomprensibile, dunque, almeno
ad avviso della scrivente O.S., ciò che appare come lo “snaturamento” di uno
dei pilastri fondamentali dell’attività di polizia incarnato nell’organizzazione
in squadre operative ciascuna delle quali coordinata da un Ufficiale di P. G..
L’aver privato due delle
cinque squadre del rispettivo Ispettore, infatti, equivale a un sostanziale
depotenziamento dell’intero presidio che è illusorio pensare di compensare con
il contestuale sovradimensionamento della Squadra di P.G. assurta a proporzioni
più confacenti a quelli di una Squadra Mobile piuttosto che di una Sezione di
P.G. di Commissariato.
Ma al di la di questo
genere di considerazioni di cui sarà il tempo ad incaricarsi di dimostrare
l’eventuale utilità di tale scelta, in questa sede ci preme di più parteciparle
tutto il nostro dissenso rispetto al “metodo”
utilizzato che pare del tutto avulso dai principi di “trasparenza” e “pari opportunità”
sanciti dal vigente accordo decentrato stipulato il 29 marzo 2010. Al riguardo,
pertanto, chiediamo di conoscere:
1.
La ragione dell’inosservanza delle previsioni ex
art. 4 del richiamato accordo decentrato;
2.
La ragione per la quale solo a due squadre su
cinque, tra quelle operanti in h24, l’Ufficiale di P.G. è stato tolto.
Inoltre, per le ulteriori implicazioni
di carattere contrattuale in materia di reperibilità, e d’impiego del personale
secondo il profilo che l’ordinamento prescrive per ciascun ruolo e qualifica,
chiediamo di conoscere come l’Amministrazione intenderà assicurare l’intervento
dell’Ufficiale di P.G. qualora richiesto, in orario serale/notturno, da
personale operante presso una delle due squadre private di tale importante figura.
In attesa di cortese
riscontro l’occasione è gradita per
porgere distinti saluti.
Gorizia, 16 gennaio 2012
Ronchi/ vertenzialità – 1/2012
Oggetto: Ufficio Polmare/Polaria
c/o aeroporto f.v.g. di Ronchi dei
Legionari.
- Segnalazione
problematicità e inadempienze contrattuali -
Al signor dirigente la
4^ zona polizia di frontiera
udine
e, per conoscenza:
Al
signor dirigente l’ufficio Polaria/Polmare ronchi dei legionari
Come la S.V. ricorderà il 2
maggio 2011 nel corso di un apposito incontro, la scrivente O.S. ebbe occasione
di rappresentarle talune inadempienze contrattuali oltre ad altre problematicità
di carattere organizzativo sussistenti presso l’Ufficio Polaria/Polmare di
Ronchi dei Legionari.
Mentre il citato incontro valse
all’attenuazione delle sofferenze legate al “fenomeno” delle aggregazioni - soprattutto con riferimento a quelle esterne
alla competenza della 4^ Zona - ad oggi, purtroppo, dobbiamo rilevare come siano
rimaste praticamente irrisolte, laddove non acuite, tutte le altre questioni.
Se a ciò si aggiunge che
sono venuti meno anche alcuni elementi di trasparenza, e che forse per questa
ragione non è stato ancora predisposto l’elenco delle aggregazioni disponibile
alla visione del personale cui attingere secondo criteri di equa rotazione
nella malaugurata ipotesi di dovervi ricorrere, ciò che emerge è un quadro di crescente
microconflittualità com’è dimostrato dal propagarsi di “guerre tra poveri”.
Non bastasse, il giorno 4
gennaio c.m. su richiesta della scrivente si è tenuto l’esame in ordine
all’informazione preventiva concernente la programmazione dello straordinario
programmato per il trimestre gennaio/marzo 2012. A tal proposito, anche volendo sorvolare sugli aspetti discutibili
propedeutici alla convocazione di detto incontro, ci preme attirare
l’attenzione della S.V. rispetto a talune affermazioni del dirigente. In
particolare, come risulta cristallizzato sul verbale che ad ogni buon fine si
allega, si fa riferimento:
· all’interpretazione
che egli ha voluto dare dell’istituto dello straordinario programmato,
evidentemente confuso con quello emergente ed in ogni caso non conforme alla
regolamentazione prevista dall’A.N.Q.;
· all’evidente
violazione quotidiana dell’ordine di servizio settimanale e giornaliero;
· alle gravi accuse che un’altra O.S. ha mosso
nei confronti di non meglio precisati dipendenti rispetto alle quali ci saremo attesi
un atteggiamento diverso, sia sotto il profilo della tutela del personale sia
dell’autorevolezza che dovrebbe caratterizzare un rappresentante
dell’Amministrazione in tali contesti.
Pur consapevoli che potrà
apparire “innaturale” che debba essere il sindacato a richiamare
l’Amministrazione al rispetto delle regole, comprese alcune tra le più
elementari del Regolamento di Servizio, riteniamo nostro preciso dovere
chiederle di adoperarsi affinché cessi questo genere d’andazzo che sta
contribuendo in maniera esponenziale al peggioramento del clima lavorativo,
In ultimo, nel chiedere con
sollecitudine la rimozione dell’inadempienza contrattuale in materia di
trasmissione dei nominativi dei dipendenti che hanno aderito all’istituto dello
straordinario programmato come espressamente richiesto nel corso dell’esame, e
nel riservarci d’entrare nel dettaglio di altre gravi irregolarità
e disfunzioni qualora la presente non dovesse sortire l’effetto sperato,
si rimane in attesa di cortese cenno di riscontro ed intanto si porgono
cordiali saluti.
INCONTRO D'ESAME ALLA POLARIA \ POLMARE DI RONCHI DEI LEGIORNARI :
PER IL SIULP EMERSI ESITI PREOCCUPANTI
Se non si
trattasse di cose serie e gravi, sugli esiti dell’esame sullo
straordinario programmato svoltosi presso l’Ufficio Polaria/Polmare di Ronchi
dei Legionari giorno 4 gennaio u.s. ci
sarebbe da ridere.
La
vicenda, pertanto, merita qualche precisazione per le strumentalizzazioni che
seguiranno ma, soprattutto, per il fatto che il SIULP non la considera affatto
conclusa.
L’antefatto: la richiesta
d’esame è stata formulata dal SIULP il quale ha sostenuto che lo straordinario
programmato, così come impostato, presenta sostanzialmente due principali
forzature che lo rendono inattendibile:
· La ripetitività oramai
quadriennale di un progetto che, fatte salve le esigenze di carattere operativo
insite nelle squadre operative, da la sensazione d’inseguire degli obiettivi
sostanzialmente mai conseguiti per quando riguarda gli uffici. Lecito a questo punto
chiedersi: “a cosa sono servite le quote di straordinario sino ad oggi
programmate”?
· L’immutabilità del medesimo
progetto nemmeno in relazione alle modifiche organizzative sopraggiunte sia
negli uffici che nelle varie squadre operative. Al riguardo, è stato fatto
rilevare, come a fronte di una complessiva riduzione del personale impiegabile
si sia registrato nell’ultimo periodo un rafforzamento del personale negli
uffici è una contestuale riduzione di quello delle squadre operative.
Emblematico il caso dell’efficiente gestione dell’Ufficio VECA storicamente affidato
ad un unico Assistente che all’occorrenza, almeno fino a qualche mese fa, dava
una mano all’Ufficio Personale. Ebbene, benché recentemente sia stato
potenziato con un’ulteriore unità del ruolo dei Sovrintendenti rendendolo,
quindi, di fatto, sovrapponibile all’analogo ufficio della Questura, si è
ritenuto di continuare ad inserirlo nel progetto dello straordinario
programmato al quale aderisce uno dei due colleghi!
Per
queste due ragioni il SIULP, pur sostenendo la validità dell’istituto dello
straordinario programmato, ne ha chiesto la rivisitazione al fine di renderlo
più aderente alle effettive necessità dell’ufficio per il trimestre successivo.
Proponendo in vista di detta occasione, la possibilità che eventuali adesioni allo
straordinario programmato di colleghi in forza presso uffici in cui non sono
giustificabili prestazioni lavorative aggiuntive, possano essere utilizzate a
rafforzamento delle fasce operative. Precisando
a questo proposito che il mancato uso della divisa, sebbene previsto
dall’ordinamento oltre che dall’ordine di servizio giornaliero e settimanale,
non possa essere addotto come esimente.
A questo punto della discussione si è assistito, come per fortuna testimoniato dal verbale affisso all’albo dell’ufficio e consultabile sul nostro sito (www.siulpgorizia.it) ad una serie di reazioni tanto paradossali quando fuori luogo.
Alcuni rappresentanti sindacali non
hanno trovato di meglio che fare confusione tra i diversi istituti
contrattuali. Quello del Silp per la Cgil in particolare, prima si è cimentato
nelle solite provocazioni affermando la pretestuosità del Siulp colpevole, a
suo dire, addirittura di sostenere il personale delle squadre operative a danno
di quello degli uffici! Fino a trasbordare in accuse false ed offensive sia per
i colleghi che per l’Amministrazione di cui potrebbe essere chiamato a
risponderne. L’affermazione, infatti, secondo cui “personale dell’Ufficio Polaria e
Polmare in un recente passato avrebbe svolto servizio presso il porto in
maglietta a maniche corte, bermuda e ciabatte infradito”, crediamo che
infatti si commenti da sola. Soprattutto se utilizzata per lasciare intendere
che il mancato uso della divisa da parte sua e degli altri colleghi che
dovrebbero indossarla, è poca cosa rispetto alla presunta vicenda rivelata per
la quale ha aggiunto “sono pronto a citare testimoni presenti in
questa sala”. Saremo curiosi di sapere chi fosse o fossero questi
testimoni.
Ma quello della divisa evidentemente è
un tema che sta a cuore ai rappresentanti sindacali in
in forza a Ronchi dei Legionari. Compreso
quello della Uil P.S. che notoriamente ne fa un uso quanto meno sporadico e
che, sentite sentite ha ribadito: “che spetta all’amministrazione stabilire
chi debba lavorare in abiti civili”. Aggiungendo, per chi non
l’avesse inteso che: “…fermo restando che l’uniforme è un
importante segno distintivo di appartenenza alla Polizia di Stato e deve essere
portata con decoro e rispetto”. A questo punto due domande sorgono
spontanee.
· La prima,
come mai lui non la indossa sebbene l’amministrazione ne abbia stabilito l’uso?
· La seconda,
eventualmente potrà prevedersi l’esonero anche da parte di qualche collega
turnista laddove non la indossasse con decoro?
Da parte di quest’ultimo rappresentante
sindacale, inoltre, non è sfuggita a nessuno e merita d’essere citata la difesa
assunta a nome dell’amministrazione che si è incaricato di rappresentare molto più
efficacemente del dirigente dell’ufficio. Non di meno va trascurato il tratto
autoreferenziale nell’elogio dispensato dallo stesso ai dipendenti della sua
ripartizione. Non c’è che dire. Davvero un bell’esempio di terzietà.
Infine, ma non per importanza, una
sottolineatura particolare merita la posizione assunta dal dirigente
dell’Ufficio a nostro avviso tutt’altro che esemplare.
Al di la degli aspetti discutibili con
il quale è stato gestito organizzativamente l’esame sin dalla prima fase, ciò
che ad avviso del SIULP è estremamente grave è il non avere assunto alcuna
posizione in ordine alla precisa accusa mossa dal rappresentante del Silp per
la Cgil nei confronti di “non meglio precisato personale dell’Ufficio
Polmare/Polaria, che avrebbe prestato servizio in maglietta, bermuda e ciabatte
infradito. Delle due l’una: o commette un’omissione d’atti d’ufficio se non
procede disciplinarmente, oppure conferma che si è trattato di una falsità.
Fermo restando, però, in questo caso, che sarebbe opportuno risalire al
testimone presente in sala citato dal rappresentante del Silp per la CGIL.
Incresciosa, in ultimo, la difesa nei
confronti di coloro che non indossano la divisa. A questo punto forse vale
ricordare al dirigente che molti dei colleghi presenti all’incontro d’esame
lavorano presso l’ufficio che lui dirige. E di questi nessuno in cuor suo si è
bevuto la legenda “sulle quotidiane situazioni di riservatezza anche emergenti e non
assolutamente divulgabili a tutti, che consigliano, anzi obbligano il dirigente
a disporre di personale in abito civile per delicati interventi che devono
essere effettuati con tale modalità”.
Se fosse vero, ci si chiede, perché non
provvedere agli esoneri temporanei sull’ordine di servizio? La verità e che probabilmente
si tratta di omissioni laddove non di vere e proprie irregolarità che ci siamo
incaricati di verificare prima di riferire nelle sedi opportune.
Gorizia,
6 gennaio 2012
La Segreteria ProvincialE
Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia
polaria/1-2011
OGGETTO: Invio di
personale alla frequenza di corsi inerenti la specialità di Polizia di
Frontiera
al signor dirigente la
4^ zona polizia di frontiera udine
e, per
conoscenza:
al signor dirigente l’ufficio
Polaria/Polmare ronchi dei leg.
al signor dirigente il
settore polterra
gorizia
In più occasioni la
scrivente O.S. ha avuto modo di rappresentare ai titolari degli uffici in
indirizzo, le difficoltà cui va incontro il personale in forza all’Ufficio
Polaria e Polmare di Ronchi dei Legionari e al Settore Polterra di Gorizia allorquando
viene comandato di servizio fuori sede.
In dette circostanze,
infatti, è stato fatto rilevare come l’esponenziale assottigliamento della forza
disponibile presso i predetti uffici, sia causa di disagio familiare per una sempre
più ristretta cerchia di dipendenti perlopiù appartenenti al ruolo degli Agenti
e Assistenti.
Ciò è dovuto, com’è noto, in
parte al costante innalzamento dell’età media che di per se è causa di assenze
per malattie di lungo corso o di transito nelle cosiddette fasce
contrattualmente protette, e in secondo
luogo ad esigenze derivanti da altro genere di aggregazioni - comprese quelle in ambito “Frontex” – e
frequenze di vari corsi inerenti alla specifica attività di Polizia di
Frontiera.
Con riferimento all’invio
periodico di personale alla frequenza dei vari corsi, che prevalentemente
riguarda dipendenti in servizio al Settore Polaria e Polmare di Ronchi dei
Legionari, lo scrivente per il tramite della propria segreteria nazionale nel
corso del 2009 è intervenuto presso il Dipartimento dal quale ha appreso che la
Direzione Centrale per gli Istituti d’Istruzione, considerate le esigenze di
contenimento e razionalizzazione dei costi dei corsi de quo, li pianifica in relazione alla preventiva acquisizione
della consistenza numerica di dipendenti che i dirigenti periferici segnalano
in ragione delle specifiche necessità.
Ciò premesso, atteso che per
gli anni 2009 e 2010 per stessa ammissione del precedente dirigente della 4^
Zona (vedasi nostra nota datata
11 novembre 2009e risposta alla stessa) era stato segnalato un numero eccessivo di dipendenti da avviare
ai citati corsi in relazione alle effettive necessità dello scalo marittimo e
aereo di Ronchi dei Legionari, la scrivente
auspica che la S.V. voglia porre rimedio all’errore in occasione della
nuova imminente programmazione dei corsi per il quale il Dipar-timento ha già
richiesto il parere ai dirigenti periferici entro la prima decade del mese di
luglio.
Al riguardo, infine, la
scrivente ritiene di confermare quando espresso in sede d’incontro, sia con il
precedente dirigente che con la S.V. in luogo del Suo insediamento al vertice
della 4^ Zona. Ovvero, che in ragione dell’attuale strutturazione degli uffici
di Polizia di Frontiera di Ronchi dei Legionari e del numero di dipendenti che
hanno già frequentato detti corsi, non sarebbe comprensibile la scelta di
inviarne altri.
Tuttavia, consapevoli che
scelte di questo genere non rientrano tra le materie di stretta attinenza
sindacale, le chiediamo di considerare il nostro come un contributo propositivo
nell’interesse generale dell’Amministrazione ancor prima che del personale.
Certi dell’attenzione che la
S.V. riserverà all’argomentazione sin qui trattata e nel rimanere in attesa di
cortese cenno di riscontro, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.
Gorizia, 23 giugno 2011