
Le molteplici vicissitudini legate alla nota crisi globale che sta' investendo duramente anche il nostro Paese, verrà ricordato tra i peggiori e difficoltosi degli ultimi decenni.
Le esigenze di risanamento pubblico, infatti, hanno comportato sacrifici colossali per tutti gli strati della Società. Tra questi però, per una serie di responsabilità in parte storiche ed in parte più recenti, a pagarne il prezzo più alto sono le fasce più deboli della società, ovvero: giovani, pensionati e tutti i lavoratori dipendenti. A partire dai "meno garantiti e tutelati" sia del privato che del Pubblico Impiego.
Tra questi ultimi, notoriamente in cima tra i più "tartassati", sono compresi le Forze dell'Ordine sebbene grazie a noi del SIULP e ad altre formazioni sindacali è stato solo in parte possibile attenuare la portata dei sacrifici.
In tal senso ad esempio, è stata scongiurata la cancellazione dei benefici in tema di "cause di servizio ed "equo indennizzo". Mentre, invece, in materia pensionistica siamo riusciti ad ottenere la salvaguardia dei diritti acquisiti al 31.12.2011 e, fatto salvo il passaggio al sistema contributivo pro-rata per tutti a partire dal 1° gennaio 2012, a conservare l'attuale sistema di calcolo della pensione e dell'uscita dal ciclo lavorativo al 30 giugno 2012. Termine entro il quale, come previsto dal cd. decreto "salva Italia", il nostro specifico sistema pensionistico dovrà essere adeguato mediante criteri di "armonizzazione".
Si tratta di risultati importanti che vanno certamenti valorizzati e rivendicati. Tuttavia occorre essere consapevoli che siamo solo all'inizio di una fase che dovrà vederci impegnati strenuamente a difesa della nostra specificità.
Le variabili peggiorative dell'attuale sistema sono molteplici. In discussione, infatti, ci sono sia l'allungamento della pensione d'anzianità che quella di vecchiaia; sia possibili disincentivi economici che abbassamento dei coefficienti di calcolo del montante pensionistico.
Com'è di tutta evidenza la sfida è davvero molto alta e per questa ragione, a differenza di qualche altro sindacato di polizia che ha preferito lasciarsi andare a qualche eccessivo quanto prematuro ottimismo, noi preferiamo stare con i piedi per terra pronti a giocare un'altra decisiva partita il cui esito, come al solito, il larga parte dipenderà dall'azione CHE IL NOSTRO SINDACATO saprà dispiegare.
Il SIULP, in tutte le sue articolazioni, saprà essere protagonista positivo della nuova stagione che ci attende.
Anche a livello provinciale, grazie al vastissimo consenso attraverso il quale Gli avete rinnovato il ruolo di "sindacato guida", non mancherà di contribuire a rendere migliore il futuro di ciascuno di noi.
Con questo impegno, anche a nome di tutta la struttura provinciale, colgo l'occasione per formulare a Voi e rispettive famiglie, i migliori auspici di buone e serene festività natalize.
Giovanni Sammito
VERSO IL SETTIMO CONGRESSO
Un percorso in continuità con la sua storia lungo il quale, attraverso il massimo coinvolgimento di tutti gli iscritti, varrà a tracciare bilanci, obbiettivi e strategie per il futuro. Ma, soprattutto, si tratta dell’appuntamento con il processo di rinnovamento e ricambio dei suoi quadri dirigenti che avranno il compito di condurre il SIULP lungo i successivi quattro anni.
Anche il 7° congresso, pertanto, si svilupperà attraverso lo svolgimento dei congressi a livello provinciale e regionale per culminare in quello nazionale che chiuderà il cerchio verso la fine dell’anno.
La celebrazione del nostro congresso provinciale è stata programmata per la giornata di venerdì 9 settembre.
Ovviamente sarà preceduto dalle assemblee nei vari posti di lavoro nel corso delle quali verranno discusse le tesi, nonché eletti rappresentanti di base e delegati al congresso.
Sin d’ora, quindi, l’appello di massima partecipazione a tutti i colleghi iscritti affinché l’impegno e il coinvolgimento d’ognuno contribuisca alla buona e proficua riuscita di una tornata congressuale che, oltre agli importanti aspetti di carattere locale, presenta almeno due novità di livello istituzionale.
La prima ci interroga rispetto allo stato di attuazione, di salute e d’attualità della gloriosa legge di riforma 121 del 1981 a trent’anni dall’entrata in vigore.
La seconda, invece, alla luce dei “famigerati tagli” ci impone un’attenta valutazione, sia rispetto alle condizioni attuali in cui versano complessivamente sicurezza del Paese e stato d’animo degli operatori chiamati ad assicurarla, sia alla possibilità di ipotizzare nuovi futuri scenari capaci di migliorare entrambi i citati versanti.
Intanto che a breve verranno resi noti tutti gli ulteriori dettagli organizzativi, un’ultima preventiva annotazione: Il congresso provinciale del SIULP è da considerarsi “APERTO” alla partecipazione di chiunque in tutte le sue fasi. Pertanto, sia alle assemblee di base che alla celebrazione del congresso provinciale, potranno partecipare anche iscritti ad altre OO.SS. e non iscritti. Fermo restando, però, che alle fasi elettive parteciperanno esclusivamente gli iscritti al SIULP goriziano che risulteranno tali dal tabulato del mese precedente alla celebrazione del congresso.
Quindi di agosto 2011.
Considerati gli altri casi analoghi, non era affatto certo che giorno 4 u.s. si tenesse effettivamente l’udienza della Corte d’Appello di Roma per esaminare la richiesta di “equa riparazione del danno” ai sensi della cd. Legge Pinto per i colleghi per i quali a suo tempo la segreteria provinciale del SIULP avviò il lungo iter.
Lo studio legale Frisani di Firenze che in convenzione con il Siulp si sta occupando del caso, infatti, ha riferito che in altre occasioni si sono susseguiti fino a quattro rinvii. Nel nostro caso, dunque, dopo il rinvio di aprile, l’udienza si è tenuta e questo non può che essere considerato un altro importante passo avanti verso l’atteso epilogo finale.
Ora non ci resta che attendere che il Giudice “sciolga la riserva” ed emani il relativo decreto di merito e, qualora positivo come è verosimile attendersi, la quantificazione economica della richiamata “equa riparazione del danno”.
Quanto ai tempi, ci è stato riferito, a seconda del caso e della Corte d’Appello chiamata ad esprimersi, potrà trattarsi di un mese o due anche se non mancano precedenti in cui si è atteso anche oltre i cinque.
Continueremo a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda e a riferirne puntualmente ogni sviluppo.
La segreteria provinciale